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benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

martedì 12 febbraio 2013

Homeland I stagione, amata patria?

Homeland: spia con una di una crisi di nervi

ATTENZIONE SPOILER

Homeland - Caccia alla spia,USA 2011, drammatico, thriller, psicologico, Ideatore Gideon Raff, Sceneggiatura Howard Gordon, Alex Gansa, Musiche Sean Callery,  Produttore esecutivo Howard Gordon, Alex Gansa, Gideon Raff, Michael Cuesta, Henry Bromell, Chip Johannessen, Meredith Stiehm, Alexander Cary, Avi Nir, Ran Telem, Casa di produzione Teakwood Lane Productions, Fox 21, Keshet Media Group, Cherry Pie Productions, Showtime Networks

Starring: Claire Danes, Damian Lewis, Mandy Patinkin, Morena Baccarin, David Harewood, Diego Klattenhoffm, Jamey Sheridan, Navid Negahban, David Marciano, Morgan Saylor, Jackson Pace

Trama


La serie ha per protagonisti Carrie Mathison - Claire Danes -,analista operativa della CIA, e il Marine USA Nicholas Brody - Damian Lewis - .
Nicholas Brody, un sergente dei Marine d’istanza in d'Iraq, rapito e ritenuto morto riappare malconcio in un nascondiglio dopo otto anni. Tornato a casa viene eletto come eroe di guerra. Carrie Mathison, analista della CIA ha degli indizi su Brody per cui lo ritiene un pericolo per la sicurezza nazionale. E' al servizio di al-Qaida? Nessuno appoggia Carrie ed inizia ad indagare per suo conto, quando l’attacco? Chi è il convertito? Carrie è pazza? C’è una talpa nella CIA? Chi spingeva i cavalieri? Spingitori di cavalieri…

La serie come l'ha vista la Stronza


Passo a recensire una serie tv di successo tra i critici d’oltreoceano, come quelli di USA Today, San Francisco Chronicle, Los Angeles Times,Boston Globe, New York Post e The Huffington Post e che il pubblico ha decretatocome una delle migliori serie degli ultimi anni, assegnando spesso il massimo dei voti.
L'argomento avrà aiutato nel successo? E' ben noto il patriottismo degli americani e la generale tendenza, a seguito della cattura della minaccia Bin Laden, di raccontare storie sulla chiusura di un'epoca, per lo meno per gli Americani.
E chi sono io per non farmela piacere la serie? D'altronde per ora ho recensito per lo più cose belline e belle, se non per qualità, almeno per affezione.
Comunque sto parlando di Homeland.
Vi rimando a questo pezzo de Il Fatto Quotidiano Zero Dark Thirty e Homeland, raccontare la donna Usa nel mondo della guerra .
Homeland, in italiano vuol dire patria. La serie riesce a mantenere sempre alta la tensione e si presenta come un prodotto di cui è facile innamorarsi senza vergogna, adulto e con una serie con richiami al miglior cinema spionistico con riferimenti a Munich ed a Salt - per il parallelo al femminile ed il concetto di patria -, con un pizzico di critica da tragedia greca nei rapporti affettivi interpersonali e identificativi dei personaggi nelle proprie nazioni d'appartenenza, con l’aggiunta della tendenza ad investigare non solo nelle trame complottiste post 9/11, ma anche i drammi esistenziali dei protagonisti e le loro fragilità.
Certo, una storia per nulla nuova, non originale, infatti è un rifacimento di Prisioners of war - Hatufim – e non propone nuovi elementi. La sua grandezza si ritrova nei tempi serrati delle rivelazioni e nello sviluppo sapiente della storia, coincidenti con la padronanza nelle tematiche trattate, dal terrorismo, al razzismo, ai problemi di bipolarismo della protagonista e dei meccanismi di funzionamento della Central Intelligence Agency.
Molto si deve alla collaborazione dell'autore del soggetto, l’israeliano Gideon Raff, regista e sceneggiatore della serie originale, che però non ha troppi punti in comune con questa, ma anche grazie agli autori, registi e produttori americani, quali Howard Gordon - Buffy, Angel, 24, ed Awake - e Michael Cuesta - Six feet under, Dexter e True Blood - ha un’ interessante trama, in cui risultano bene le caratterizzazioni dei personaggi - dialoghi, interpretazione e tic ben resi .
Dal punto di vista della trasposizione della sceneggiatura sono sia pro che contro assieme il sotto inteso, il malinteso, i dubbi che attanaglieranno protagonisti e lo spettatore, il quale sarà portato a schierarsi da questa o quell'altra parte, senza avere mai troppo chiara la situazione e lasciando un pizzico d’insoddisfazione e frustrazione nello spettatore.
Non c’è un buono, non c’è un cattivo, ogni personaggio è il risultato di numerose sfaccettature, i protagonisti sanno di carne e sangue.
Partendo dalla moglie di Brody, Jessica ed i suoi figli, i quali hanno vissuto il dramma di doversi rifare una vita e ora sono costretti a far "saltare" i propri piani e i progetti di vita con l'ex miglior amico di lui, Mike Faber, personaggio paziente e provncialotto e tutta una serie di personaggi secondari, ben studiati e tutti funzionali.
Però, quando nelle storie si tira troppo la corda della tensione, lo spettatore spazientito si potrebbe disaffezionare alla serie, ma per il numero degli episodi, il mix tra elementi svelati e trame da scoprire e l’ottimo lavoro del cast, puntata dopo puntata l’attenzione non cala troppo dalle indagini di Carrie Mathison.
Anche la rete di rapporti interpersonali è ben studiata e invoglia a prender parte alla storia.
Belle le figure di contorno alla Danes e Lewis,tra i coprotagonisti ottimo Mandy Patinkin e tra i secondari il veterano ubriacone Lauder Wakefield, il grillo delirante-vaneggiante merita un ulteriore sviluppo (un richiamo al tenente Dan di Forrest Gump?) .
Favorisce l’immedesimazione la parte tecnica del lavoro, che sfrutta bene l’effetto della camera a mano e spallare, tipico della serie 24, rendendo con il mosso le incertezze dei personaggi. Buono l’uso delle luci negli interni e la costruzione dell’inquadratura, tutto accompagnato da colonna sonora jazz, un riferimento ai grandi film noir del passato?
Il finale è emozionante, indubbiamente da vedere, con la speranza che non cali di qualità nella seconda stagione (già vista e non dico nulla, così leggerete fra qualche giorno :) ).

8.5/10

6 commenti:

  1. Grande, grande serie. La vera erede di Breaking bad.
    E la seconda stagione è anche meglio.

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    Risposte
    1. ancora non ho visto Breaking bad, me la sono seganata. La seconda serie di Homeland? Non svelo molto sulla mia opinione, sarete costretti a leggere ;)
      Strano vederti concorde con Goi... mi fa specie!

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  2. se per la seconda stagione non scatta il 10, sappi già che mi incazzo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non voglio essere la nuova James Ford, non ne ho le competenze, ne la forza per tenerti testa! hauhauhau

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    2. che competenze ci vanno, per essere come james ford?
      basta che ti guardi due film con jean claude van damme e sei già al suo livello eheheh :D

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    3. non essere così cattivo, lui è la tua nemesi! Ama la tua nemesi!

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