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benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

martedì 29 maggio 2012

Apologia del fascismo, quando ci stava lui...

Settimana seconda alla corte della stronza, continuo sul filone polemico e critico delle umane azioni socialelettroniche.
Quando ci stava lui...
Vorrei solo rimarcare quanto la gente abbia reazioni banali, ma non per questo adeguate e corrette per la situazione per la quale vengono poste.
C'è il terremoto? Qualche astruso scienziato lo aveva previsto da tempo e presto altri terremoti più forti colpiranno tutto il paese uccidendoci tuttitraatrocisoffrenzemoriremomorti. Lo scienziato chi è? Non si sa, ma è fidato.
Una donna viene uccisa? Si stava meglio quando c'era Benito.
Peccato che in genere chi scrive a quei tempi non era neanche nei lombi dei genitori dei genitori dei genitori.
Vorrei solo ricordare una cosa, l'Italia è una nazione bellissima (colcazzo) e sotto molti aspetti contraddittoria, lascia libertà di pensiero (ancora per poco) ai propri cittadini, ma l'apologia del fascismo è reato e moralmente è peggio se fatta da un uomo di legge che della Legge fa il suo mestiere. Alla fine quello che dico è: ma come cazzo si fa a sapere che con lui (lui è Mussolini), si stava meglio? Neanche mia nonna di 90 anni se lo ricorda!

"L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba, che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche»". 


Da Wikipedia, voce apologia del fascismo


Ecco, praticamente l'immagine sopra mi sembra dica: meglio avere un unico padrone con cui prendersela che riflettere su se stessi, da buon popolo di caproni amiamo il cane di guardia al gregge, ci rende le cose semplici, ci dice dove andare e se cadiamo in trappola è lui lo scemo. Tutto questo non è già successo? Non è risultata una via fallimentare?
Ne dobbiamo appendere un altro per i piedi?
Non sarebbe una cattiva idea averne un altro così, in effetti sarebbe un ottimo diversivo, chiamatemi se avete bisogno di una mano.

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