benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

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domenica 31 marzo 2013

Amen, presenza di Dio

Così è.
Fiat vuluntas tua, non è un augurio, ma una constatazione.
Ogni cosa che riguarda Dio è ora e sempre, non può essere futuro, perché si sta già compiendo.

Dentro ai gesti il significato, il dolore come mezzo, come viatico e non come fine.








I can feel the presence of God
Occupying my intentions
In my soul, within my thoughts
And in ways too dreary to mention
These thoughts torment me
They mould and shape me
There's a man that I should be,
Or someone I could be
Nothing can break me
Nothing that I see
You can't shake me,
You can't take me, so set me free.
I can feel the presence of God
In need of my attention
In this room and in your words
In too many ways to mention
These thoughts torment me
They mould and shape me
There's a man that I should be,
Or someone I could be
Nothing can break me
Nothing that I see
You can't shake me,
You can't take me, so set me free.
I can feel the presence of love
Holding my attention
She torments me
Creates and shapes me
There's a man that I should be
Or someone I could be
Nothing can break me
Nothing that I see
You can't shake me,
You can't take me, so set me free.





il lungo giorno

Voglio  condividerlo con te, 

anima beffarda e profonda,
come profondi sono i tuoi pensieri,
da sembrare specchio d'acqua in cui annegare,
getto il sasso e sguardo basso

aspetto
aspetto
l'aspetto delle onde


BUONA PASQUA




l'incresparsi della pelle e la schiena che si drizza
è una risposta.

I was walking home alone late the other night

I couldn't see a single star in the sky
Oh, they must be too high
Shadows dance around me in the dark
Oh, don't stop.
Chorus:
This could be the longest day
And the night has yet to come,
This must be the door to take
There's nowhere left to run.
This could be the longest day
And the night has yet to come,
This must be the door to take
I've nowhere left to run.
It was eleven years to change what had been lost
One single shot was fired
At what a cost?!!
O-oh, at what a cost.
Chorus:
This could be the longest day
And the night has yet to come,
This must be the door to take
There's nowhere left to run.
This could be the longest day
And the night has yet to come,
This must be the door to take
I've nowhere left to run.
I wanna run, I better run now, run
As far as I can.
[Instrumental break]
Chorus:
This could be the longest day
And the night has yet to come,
This must be the door to take
There's nowhere left to run.
This could be the longest day
And the night has yet to come,
This must be the door to take
I've nowhere left to run.
I wanna run, I better run now, run
As far as I can.

Addio al Califfo


Ora finalmente ti rinfrescherai, bevendo vodka ed acqua tonica

Addio a Franco Califano, il Maestro, il Califfo, artista completo e controverso, anzi controsenso....



Diventai grande 
in un tempo piccolo 
Mi buttai dal letto per sentirmi libero 
Mi truccai il viso come un pagliaccio 
E bevvi vodka con tanto ghiaccio 
Scesi nella strada mi mischiai nel traffico 

Rotolai in salita come fossi magico 
E toccai la terra rimanendo in bilico 
Mi feci albero per oscillare 
Trasformai lo sguardo per mirare altrove 
E provai a sbagliare per sentirmi errore 

Dipinsi l'anima su tela anonima 
E mescolai la vodka con acqua tonica 
E pranzai tardi all'ora della cena 
E mi rivolsi al libro come una persona 
Guardai le tele con aria ironica 
E mi giocai i ricordi provando il rischio 
Poi di rinascere sotto le stelle 
Dimenticai di colpo un passato folle 
In un tempo piccolo 

Ingannai il dolore con del vino rosso 
E multai il mio cuore per qualunque eccesso 
Mi addormentai con un vecchi disco 
Raccontai una vita che non riferisco 
Raccolsi il mondo in un pasto misto 

Dipinsi l'anima su tela anonima 
E mescolai la vodka con acqua tonica 
E pranzai tardi all'ora della cena 
E mi rivolsi al libro come una persona 
Guardai le tele con aria ironica 
E mi giocai i ricordi provando il rischio 
Poi di rinascere sotto le stelle 
Dimenticai di colpo un passato folle 
In un tempo piccolo 

E mi giocai i ricordi provando il rischio 
Poi di rinascere sotto le stelle 
Dimenticai di colpo un passato folle 
In un tempo piccolo

sabato 6 ottobre 2012

Sfiorisco come gemme in autunno

Ero più bella quando riponevo fiducia in quelli che credevo amici,
ora sfiorisco come gemme in autunno,
tradita dal tepo avverso.
Una delusione dopo l'altra cadono i petali... Tempo al tempo.




LMVS

domenica 3 giugno 2012

La magia nelle parole

Oggi ho fatto qualcosa di grandioso, sia bene inteso ne parlo anche se non ve ne frega nulla, non è per gli altri, è qualcosa solo ed esclusivamente per me.

Non mi aspettavo che sarei riuscita a parlare su un palco difronte ad un pubblico attento per giunta, o meglio sospettavo e paventavo una possibilità, ma non avevo mai osato provare realmente. Oggi, costretta da alcune persone di mia conoscenza, ho parlato in pubblico a braccio, senza nessun avvertimento, mi hanno buttata sul palco ed ho parlato. Ho fatto qualcosa di naturale, comunicare, perché alla fine è questo il punto, amo discutere. 

Quanto poesia c'è nel vincere le proprie paure? C'è tanta poesia di fiore che sboccia, riconoscibile dall'essenza propria e ora si diffonde nell'aria.
Fiore di rovo, rosa profumosa, fiore di lavanda, magnolia o fiore di loto.
Fiore odoroso, c'è magia nel processo di comprensione, qualcuno emette fonemi e qualcuno recepisce, il grigio trasforma i suoni in un qualcosa di convenzionale ed ambivalente.
Un vettore ha una direzione e va da A a B, chi invia e chi riceve.
Le corde vocali e i timpani, membrane vibranti per lo più acquose. Corde tese frementi della nota.
Un'onda s'infrange.
Un emissione ed un'ispirazione. Anzi due.
C'è della magia nel mettere insieme suoni significanti, un pensiero e l'azione, volontà d'espressione.
Poi c'è la bellezza, il metodo e lo stile, i contenuti ed il tono. 
La musica.
Sinfonie e timbri, accenti e pause. Un respiro, una parola, ed un'altra ancora.
Se si comprende vibra anche la testa.
Poi scoppiano fragorose le mani, o si fermano in profondi silenzi.


Esistono problemi più importanti, cose serie di cui parlare, di cui scrivere ed io, invece, scrivo di questa minchiata a cui non importa niente a nessuno.
VERGOGNIA, come suggeriscono dal blog Mdm. 
Chi è cinico riconosce il bello e vede la poesia a suo modo, c'è della magia e la difende con la risata e una palesemente falsa ridicola freddezza.
Il cinico è estremamente sensibile e si corazza per difendere le fragilità, da chi è meno fragile di lui.

Si commuove della magnificenza del fiore in cui si crogiola il bombo, ape paffuta e senza pungiglione.
Una razza in via d'estinzione. Difendete il panda. Difendete i cinici, altrimenti con chi ve la prenderete poi?

A presto.

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