benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

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giovedì 21 febbraio 2013

Upside Down, tra alti e bassi

ATTENZIONE SPOILER

Film in uscita il 28 febbraio prossimoin 2D e 3D




Upside down, Francia, Canada, 2012, 107 min, drammatico, fantascienza, romantico
Regia, soggetto e sceneggiatura Juan Solanas, Produttore Claude Léger, Dimitri Rassam, Aton Soumache, Jonathan Vanger, Alexis Vonarb, Produttore esecutivo Phil Hope, James W. Skotchdopole, Casa di produzione Jouror Productions, Onyx Films, Studio 37, Fotografia Pierre Gill, Montaggio Paul Jutras, Musiche Benoît Charest, Scenografia Alex McDowell, 

Starrimg: Kirsten Dunst, Jim Sturgess, Timothy Spall, James Kidnie,Don Jordan
John Maclaren, Agnieshka Wnorowska, Jayne Heitmeyer, Heidi Hawkins, Elliott Larson, Nicholas Rose, Larry Day, Vincent Messina, Holly O'Brien, Paul Don



Trama 


Due mondi, il Mondo di Sopra-ricco e quello di Sotto-strapoverocollepezzearcu*lo sono regolati da fisica newtoniana distinta ed opposta, ruotando entrambi attorno ad un unico sole. Due ragazzini appartenenti lei, Eden/Eve (solo in italia è Eve) al Sopra e lui Adam (viva l'originalità) al Sotto s'incontrano e si innamorano - mio nonno lo diceva sempre sopra al maschio ci vuole la femmina -.
La storia è clandestina, perché proibita dalle regole dei due mondi, anche per le leggi fisiche che li regolano e così, una volta scoperti i due vengono separati violentemente e lui crede lei morta per 10 anni, fino a quando lui non la rivede in Tv e decide di rivederla a tutti i costi ed escogita un piano che cambierà per sempre il destino di entrambi, sfruttando anche le conoscenze mistiche della zia defunta di Adam...


Il film come lo ha visto la Stronza



Pare che questo Juan Diego Solanas, figlio del più noto Fernando, gran regista argentino politicamente attivo e vincitore di numerosi premi internazionali, sia in gamba e in grado di creare chicche autoriali e poetiche cariche di simbologia alla Terry Gilliam. E' nato in Buenos Aires nel 1966 e poi trasferitosi a 11 anni in Francia ed ha aitato il padre nella creazione del film La Nube nel '98 e ha poi diretto il suo primo cortometraggio autoriale, L'homme sans tête nell 2001 osannato, pare sia una vera perla magica ed eterea, il suo primo film è Nordeste nel 2005.
Perché faccio una tale premessa?
La verità è che se pensate vi possa interessare il film e meglio che non leggiate questa recensione. Spero non vi siate creati delle aspettative elevate, il rischio di aspettative tanto alte e che cadendo risulteranno pesantissime, come la mela in testa a Newton. 
Non mi è piaciuto.
Peccato, perché gli ingredienti per la ciambella con il buco c'erano tutti, invece mancava la teglia per cuocerla.
Mi spiego meglio... indubbiamente è un film dal fortissimo impatto visivo e grafico, in cui non manca la tecnica, le ambientazioni sono oniriche e dai richiami surrealisti, c'è la fantascienza e c'è l'amore. Un ampio spazio in cui, l'autore avrebbe potuto far vagare la propria fantasia, invece scrive una banalissima storia d'amore.
Insomma, tanto eccelle dal lato tecnico, una fotografia pennellata pastello, che passa dai toni freddi a quelli caldi, accompagnando gli stati d'animo dei protagonisti, tanto è piena di nonchalance che diventa buona la recitazione della Dunst, molto meno bene Sturgess, notevolmente sottotono, forse anche a causa dei dialoghi insipidi.
Si sarebbe potuto indagare il lato sociale della pellicola, parlando di sfruttamento, razzismo e ghettizzazione, si poteva sfruttare i due mondi in modo da indagare anche le regole della fisica alla base della loro esistenza e creare qualche difficoltà in più ai protagonisti ed approfondire la simbologia di cui è intrisa la pellicola e i cui indizi potranno essere compresi solo da chi ha una base di misticismo-esoterico e di arte.
Dunque tra i difetti della pellicola, oltre alla banalità della trama anche un po' di pretenziosità.
La storia si apre con la voce narrante di Adam, descrive il sistema in cui vive, unico per la doppia gravità dei due Mondi collegati tramite una struttura, tipo multinazionale, la TransWorld, causa della povertà di uno e della ricchezza di quello di Sopra.
Tre sono le fondamentali regole delle gravità: quello che appartiene ad un mondo è attratto dal centro di gravità del pianeta da cui proviene, la seconda è che il peso di un oggetto può essere controbilanciato dalla materia inversa e se per un lasso di tempo breve e sufficiente la materia è a contatto con quella inversa brucia.
Adam è un orfano di Sotto e sua zia Ella svela che il polline delle api, proviene da fiori di entrambi i mondi, e mostra singolari proprietà. Le api sono simbolo di vita per gli egizi, e simbolo di eterna rinascita ed operosità. 
Adam per le montagne e raggiunge una cima ed incontra Eden - in questo caso ca va sans dire - e i due, s'incontrano periodicamente e s'innamorano, ma la storia è proibita e pericolosa.
Fin qui tutto bene, il film mi stava piacendo, seppur con qualche riserva sulle regole e l'inviolabilità delle stesse. Come mai nessuno prima aveva mai tentato la rivalsa sul mondo di Sopra? Perché non ci viene mostrato e svelato di più dei mondi, degli usi delle abitudini, dei miti, sfruttandoli come espedienti nella narrazione?
Perché non spiegano meglio i rapporti lavorativi tra i due mondi nella compagnia, magari indagando nei ruoli secondari?
Tutto ruota attorno a questa storia d'amore sciatta. Tanto potenziale sprecato. Un film di cui non so se parlare bene o male e il cui unico punto di forza è il notevole impatto visivo.

Voto emotivo 5

riflettendo:
6-/10

giovedì 3 gennaio 2013

Cloud Atlas: d'amore, reincarnazione e libertà, ma anche di ponti

Per far in modo che sia scelta del lettore/spettatore proseguire nella lettura consiglio la visione del trailer.
Il film è visionabile negli Stati Uniti d'America dallo scorso 26 Ottobre.
Il testo seguente contiene anticipazioni sul film di prossima uscita nelle sale italiane, è tratto da un best seller internazionale, ma non tutti lo hanno letto: me, per esempio.



ATTENZIONE SPOILER

L'atlante delle nuvole



Titolo originale: Cloud Atlas


Produzione: Usa e Germania
Anno: 2012
Durata:170 min (ben 2 ore e 50 min)
Genere: drammatico, fantascienza, epico
Regia e sceneggiatura: Andy e Lana Wachowski (Nave Spaziale Wachowski), Tom Tykwer
Soggetto: David Mitchell
Produttore: A. e L. Wachowski, T. Tykwer, Stefan Arndt, Grant Hill
Casa di produzione: Warner Bros
Effetti speciali: Dan Glass
Fotografia:John Toll, Frank Griebe
Musiche: Johnny Klimek, Reinhold Heil, Tom Tykwer

Cast: Tom Hanks, Hugh Grant, Halle Berry, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Jim Sturgess, James D'Arcy, Ben Whishaw, Susan Sarandon, Keith David, David Gyasi, Zhou Xun, Bae Doona.


Uscita Italiana: 10/01/2013, Eagle Pictures

Trama: Sei racconti ed i relativi protagonisti si presentano uno dopo l'altro, tutti hanno qualcosa in comune ed i personaggi, per ragioni sconosciute solo a prima vista, entrano in contatto con altri protagonisti e le loro vicende, di altre epoche che in realtà appaiono come mondi radicalmente diversi. Cinque secoli di storia, o sarebbe meglio dire di storie, tra passato romantico ed un probabile futuro remoto, fanno da cornice e background per un racconto dalla struttura complessa, sviluppata in flash back e flash forward, in cui s'intravedono gli indizi di un legame tra i personaggi.

Sinossi ufficiale: "Un'epica storia del genere umano nella quale le azioni e le conseguenze delle nostre vite si intrecciano attraverso il passato, il presente e il futuro come una sola anima è trasformata da un assassino in un salvatore e un unico atto di gentilezza si insinua nei secoli sino ad ispirare una rivoluzione" (http://www.upi.com/Entertainment_News/Movies/2011/09/15/Wachowskis-to-start-filming-Cloud-Atlas/UPI-64481316141970/)



Il film, come lo ha visto la Stronza

Cloud Atlas ha subito il tentativo di essere spacciato per una produzione indipendente tedesca, ma così non può essere e fin dal primo frame lo zampino della Warner c'è e si vede, negli zeri, ben 8, costati per portare nelle sale il prodotto finito.
Questa è la leggenda, la storia di questo kolossal e del rinato duo Waichowski, risorto dalle ceneri come la fenice con la nuova Nave Spaziale Waichowski, nata per l'occasione dalla fusione di questi due geek con il crucco Tom.

Raramente capita di vedere un film, oltre che prodotto e sceneggiato, anche diretto a 6 occhi. 
Infatti tra la sorella/fratello maggiore Lana - non è ancora ricorso/a alla  riconversione genitale, -  ed Andy s'insinua il talentuoso crucchen Tom Tykwer - Lola corre, '98, Profumo - Storia di un assassino, '06, e il bel triller The International, '09.

Un film dai colori intesi, di tinte pastello cariche e fluo spaziali, che colpisce subito per ambientazioni, resa cromatica, recitazione e colonna sonora.
Come dicevo, non è facile reggere un film di tale portata, foriero di milioni di aspettative per i trascorsi dei fratelli e di Tom. 
Talento espresso a vicende alterne - leggasi Speed Racer per i Waichowski, a cui darei 5.5 solo per gli effetti e l'azione, un film che suggerisco come puro intrattenimento - , i soldi investiti su questo progettino, il fatto di essere l'adattamento di un libro-bibbia di uno scrittore culto per molti David Stephen Mitchell ed il cast stellare, rischiava di essere una ciofeca, ed è, invece, un film retto su un filo teso.
Forse anche per questo la critica professionista l'ha trattato con le pinze, concedendo all'opera voti mediocri, ben peggiori di una stroncatura.

Sonmi-451 - " from womb to tomb, our lives are not our own"

Onore al merito dell'allegro trio. Come ho già scritto, non è semplice gestire ed adattare sotto forma di sceneggiatura, una trama complessa come quella del romanzo da cui è tratto, un film corale, e poi dirigere in 3, senza far notare a nessuno i cambi registici, che avrebbero potuto coincidere con deleteri cambi di registro.

Dal punto di vista delle interpretazioni e del trucco scenico, fin da subito colpisce il multiforme e metamorfico Tom Hanks, ormai abituato a cambiare pelle, abiti e personaggi in ogni produzione affrontata - in Cast Away perse chilate su chilate, in Polar Express interpretò anche le rotaie della Transiberiana - ed una bella sorpresa per me è stato quello zozzone di Hug Grant - l'ho adorato nell'interpretazione del cannibale e candido Weaving a miglior attore vivente - con Philip Seymour Hoffman e Joaquin Rafael Phoenix - in una specie di allucinazione di Hanks-Zachry, molto simile ad un grillo parlante, ma solo molto più cattivo, quasi gustoso.

Da Hugo-Elrond-Weaving è inutile aspettarsi un : Mr Anderson... anche se la regia è quella e le ambientazioni della Nuova Seul sono molto simili alle città di Matrix, almeno nello skyline.

Sorprendente la scelta di "ottimizzare" il cast, utilizzando in più vesti gli attori protagonisti, o meglio di usare solo loro come unici interpreti per tutti i personaggi.

Trova Wally


Grande anche zia Susan e sempre godibile Halle, molto buoni tutti gli interpreti maschili, e fantastico il professor Lumacorno: Jim Broadbent-Cavendish etc, protagonista ed "ispiratore" del film nel film e della delicatissima clone-Neo coreana risvegliata - Bae Doona, ma solo nei tratti orientali, un interpretazione di difficile valutazione, occhi troppo stretti ed a mandorla per poter capire le sfumature espressive? Forse, o forse ha una specie di paresi facciale.

Molto buono il montaggio delle sequenze e sono certa che farà storia la scena del ponte da cui la sempre bella Barry viene sbalzata da un'auto nel tentativo di ammazzarla, ripresa dall'interno dell'abitacolo durante i sobbalzi. Ottimi i colori e la fotografia, naturale e verosimile. 

Ottima regia, con scelte sempre moderate, giustificate e mai fastidiose per gli occhi, molto buone anche nella resa dei sentimenti e la scena d'azione e lotta alla Matrix nella Nuova Seul, in grado di rendere la maestria degli attori e del cast tecnico nel seguire velocemente e fluentemente le loro mosse di kung fu.

Lo consiglio vivamente. Mi è piaciuto perché sono in quei giorni li e sono più sensibile alle belle storie d'amore, perché sotto ai ponti di solito c'è magia, un folletto con il calderone pieno d'oro o un pericoloso troll, perché è pieno di personaggi e storie cult ed è ben fatto.

Consiglio una ripassata al film dopo la prima visione qualora non fosse stato subito comprensibile. Se poi non vi piace... fatevene una ragione.

VOTO: 8.5

P.s. 

Goi, voglio vedere se questa recensione piace più a te o al tuo arcinemico! ;)

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