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benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

mercoledì 20 marzo 2013

Detective Dee, lo Sherlock cinese?


ATTENZIONE SPOILER


Di renjie



Cina, Hong Kong, 2010, 122 min, epico, thriller, storico, avventura, azione, Regia Tsui Hark, Sceneggiatura Zhang Jialu, Casa di produzione Huayi Brothers

Starring: Andy Lau, Carina Lau, Bingbing Li,Tony Leung, Ka Fai, Chao Deng, Jean-Michel Casanova


Trama


Nell'Anno 690, alle soglie dell'incoronazione di Wu Zetian, prima imperatrice donna nella storia della Cina, il famoso detective Dee è in carcere da otto anni, ma viene reclutato per risolvere un mistero in cambio dell'amnistia: dignitari e uomini di potere muoiono bruciando spontaneamente esposti al Sole. Strani eventi minacciano di ritardare la costruzione della statua sacra del Buddha, simbolo del potere del nuovo governo, losche trame s’infittiscono nella corte dell’imperatrice… tada tadààààààà



Il film come lo ha visto la Stronza


Roberto Silvestri de Il Manifesto lo ha definito:
Un testo di filosofia politica che gioca leggiadramente con la fantasia, Il detective Dee e il mistero della fiamma fantasma, diretto dal Nicola Tesla dell'immaginario, l'hongkonghese Tsui Hark (nel senso che è il cineasta che ha trasformato in realtà il sogno dell'inventore serbo: impressionare lo schermo direttamente, e velocemente, con il pensiero).
Me cojoni! 

Un po’ esagerato? Forse no anche trattandosi di un film cinese, fatto alla maniera cinese, ma non una chincaglieria. Un calderone in cui elementi tradizionali e popolari, mescolati con fantasia, colore e una trama lucida e non semplicistica, diventano pop rimanendo riconoscibili e non confusionari.Merito di un particolare regista non più giovanissimo, ma che cresciuto con la celluloide è passato da prodotti mediocri ad altri dai contorni più autoriali e curati, costui è Tsui Hark di Hong Kong - lo stesso della saga di Once upon a time con Jet Li - , classe 1950, arrivato all'età della ragione e delle riscoperte storiche, a seguito di una filmografia lunghissima.
Il film tratta di Dee, uno scaltro investigatore cinese del VII secolo d.C. mai esistito, esiliato in una Cina in preda a cambiamenti storici epocali che si avvia ad essere il Celeste Impero. L’elemento fantasioso con quello reale sono un vortice di calci e colpi micidiali. Questo è un film dalle sfaccettature interessanti: fonde in maniera gustosa l’involtino primavera di colori, storia e mito, friggendo con olio moderno e farcisce ingredienti asiatici, utilizza profumi europei chiamando in causa Sherlock Holmes l’inglese.
La fotografia utilizza colori caldi e sontuosi e raccontando una storia parallela a quella della trama di vendetta, le inquadrature e la costruzione delle scene ma anche le tradizionali zomatone, i costumi ed il trucco, è tutto costruito a puntino.
Non è per nulla L'ultimo imperatore di Bertolucci, ma Tsui mostra come è ancora possibile il bel cinema cinese dei Kappa e Spada nel 2010, decenni dopo La tigre e il dragone di Ang Lee e dopo Hero di Zhang Yimou, non solo con coreografie marziali ben realizzate e regia esperta, ma ha anche grazie al gusto del colossal americano e la computer grafica, quale vestito delle grandi occasioni, ma il budget di “solo 13 milioni di dollari”, una schiaffo morale a tutti gli Avatar in circolazione.
Ottimamente diretto il cast, fatto da superstar con gli occhi a mandorla quali Andy Lau nel ruolo del Detective del titolo – cant-attore ultra osannato in patria e protagonista de La foresta dei pugnali volanti, Infernal Affairs e The Warlord –e la bella Carina Lau, l’imperatrice Wu Zetian – meglio nota come l’attrice rapita dalla Triade (non è un film) e musa di Wong Kar Wai, come in 2046 (è un film) -, che contribuiscono a farne l'emblema della nuova Cina, in bilico tra passato e futuro.

Tsui Hark è un abile artigiano, ha fuso diversi elementi  creando un prodotto riconoscibile e godibile, preludio di una nuova strada Cinese: conquistare il mondo. Scherzo. O forse no?

Questo film è comunque un buon prodotto d’arte. Vedere per credere.

Voto   8- - /10

12 commenti:

  1. I film cinese li evito a prescindere, una volta ne vidi uno e i protagonisti mi sembravano tutti uguali:-/

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    1. hahaha, posso diagnosticarti la miopia razzista! AHUAHUAHUAHA...
      Se non sono indiscreta, che film era?
      Comunque spesso capita anche a me di confondere gli attori cinesi, non possiamo farci nulla, se sono tutti uguali! ;)

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    2. Buu non ricordo neanche il titolo, un film d'azione :D

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  2. Ti ho premiato con un Liebster award, scusa:D

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  3. Il film sembra fico, io intanto però ti ho premiato dalle mie parti con un Liebster Award :PP

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    1. anche te! Ma porca miseria. Grazie. Ragazzi, mi etto subito a lavoro e rispondo subito, sono appena rientrata da Londra... :)

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  4. ehm... Liebster per Jenny in arrivo

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  5. Non è il mio genere, e non credo che lo vedrò.
    Ma leggere un punto di vista nuovo, è sempre interessante. ;)

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    1. Vero, è meglio non precludersi nuove prospettive!

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  6. attenti ai cappelli e alle acconciature. tsui hark conosce bene il problema degli asiatici tutti uguali e per il mercato internazionale si adegua.....non perderete mai tempo a chiedervi e a chiedere al vicino . ma chi è quello lì?

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