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benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

sabato 20 ottobre 2012

Deep democracy, le parole cambieranno il mondo?

In genere non scrivo molto seriamente, anche se di poco serio nei miei testi ci metto la forma. Per il resto, essendo una depressa cronica, di base le tesi e le tematiche da me trattate sono più che serie, direi tetre e grottesche.
Alcune premesse sono necessarie per comprendere quello che vado significando.
Aspettavo a casa da un'ora, quando saltando di canale in canale televisivo mi sono soffermata su un programma che ho trovato illuminante: Iconocalsts, in particolare un episodio di questo format TV, quello del 8 novembre 2007, avente come protagonisti Deepak Chopra (il guru indo-americano delle celebrities) ed uno dei miei comici preferiti, Mike Myers (Austin Powers e voce di Shrek). 




Entrambi dei geni nel loro campo, l'uno nello spillare soldi con pubblicazioni di scienza confusa e psicologia-astrofisica-sociale spicciola (scherzo, in realtà ne sono affascinata) e l'altro per le sue doti recitative comico/drammatiche, messi insieme spiegavano cosa fosse la risata: la realizzazione della fallibilità e mortalità umana e ricuce questa discrepanza tra pensiero dell'impossibilità di non esserci più e la continuità dell'esistenza, il ciclo vitale che prosegue nonostante tutto.


Forse ho capito male, ma è ciò che mi è rimasto in testa, un senso lo avrà di certo. O no?

"The rise of the reasons" è una frase che mi è balzata in mente in maniera istintiva l'altro giorno e poi riportata sul mio profilo Facebook, più per assonanza ed allitterazione che per il suo significato realizzato solo in seguito all'emissione del suono, se ve lo steste chiedendo la frase è mia e me ne assumo la responsabilità.
Forse inconsciamente mi sto preparando ad una sorta di cambiamento interiore. D'altronde a 26 anni o cresci e cambi, migliorandoti o regredisci e fallisci e poi non è questo l'anno dei Maya?

Per quanto riguarda la partecipazione all'Open Forum di Otranto, ieri 19 ottobre, organizzato tra gli altri dal Deep Democracy Institute e incentrato sulle Metamorfosi del Sud, sono rimasta fortemente colpita. Ho partecipato dopo aver vinto le mie barriere e i miei preconcetti su questo genere d'iniziative, generalmente non bastano le parole per cambiare il marcio attorno a noi: può una moltitudine di gente, un melting pot, riunito per parlare di democrazia profonda e cambiamento?



Probabilmente i partecipanti sono tutti accorsi alla ricerca di risposte alle loro domande, cadute inascoltate dalla democrazia rappresentativa, una contraddizione in atto, potere del popolo esercitato, non dal popolo stesso, ma da rappresentanti eletti in maniera anonima, esseri umani corruttibili e corrompibili. Come ci si può aspettare il funzionamento di un meccanismo così contorto, facilmente deviabile? Un altro elemento aggrava la malsana situazione democratica moderna, è il concetto stesso di modernità, a mio avviso scorretto ed anacronistico, da sostituire con il suo "concorrente" di contemporaneità. La democrazia andrebbe esercitata, dunque, con forme contemporanee a chi la esercita, non nascondendosi, ma mostrandosi ed utilizzando tutti i mezzi a disposizione, tra i quali il web e le identità virtuali, in maniera coscienziosa e responsabile, esponendosi realmente e mettendoci la propria personalità, non utilizzando la rete per spersonalizzarsi, vivendo così una vita alternativa a quella reale e sfogando solo le proprie frustrazioni in maniera random.

Una soluzione sarebbe utilizzare il virtuale come reale e comprendere a fondo l'utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione ed interazione.


Per la prima volta ho visto ballare persone tra di loro semi-sconosciute ai ritmi ancestrali della musica popolare della mia terra, il Salento e dopo anni di rifiuto ho deciso di ballare ancora la pizzica. Questa esperienza mi ha toccata. Forse le parole possono cambiare il mondo, indubbiamente mi hanno incrinata, ridendo, ricucendo un lembo dei miei brandelli alla vita, facendomi concepire lo scorrere del tempo, un ritmo da danzare.


Unico appunto la scarsa presenza di miei compaesani idruntini, ancora poco sensibili alla parola e tanto suscettibili al silenzio e sguardi bassi e contentini.


Grazie Giuseppe, grazie Barbara, Federico, Antonella, Makiko e tutte le persone intervenute al forum, mi avete fatto ballare...

5 commenti:

  1. è ballando che i tutti i nostri personali corpi, o livelli, si "ricordano" l'uno dell'altro, si "parlano" e, a volte capita che, si guariscono reciprocamente. Brava tu ad aver scelto di ballare ;-)

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  2. Gli otrantini questi strani sconosciuti. Esempio di giornalismo moderno della mia giornalista preferita ... e non è da mo' che lo dico, lo scrivo e lo penso !!!

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  3. Grazie ragazzi! Se non avessi delle risposte non scriverei, la mia principale preoccupazione è l'interazione. In un modo in cui sempre di più si tende ad essere isole infelici.

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  4. Grazie Jenni! belle le tue osservazioni!

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  5. Belli voi. Bella gente merita belle parole. :)

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