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benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

mercoledì 16 maggio 2012

Primo post dopo il primo post, ovvero come recensire arbitrariamente la raccolta di racconti opera di una mia amica

Prima di scrivere il "primo post" - in cui non mi sono neanche presentata -, avrei dovuto scrivere quanto segue.
Il blog l'ho creato per ispirazione dalla gente attorno a me: quasi tutti hanno il proprio blog ed io volevo il mio. La verità è m'ispiro un po' alla mia amica Angela Leucci, la vedo come un modello, anzi modella.
Di seguito riporto (anche se non vi interessa) il ragionamento alla base della creazione di "Un, due, tre stronza":
basta Facebook, basta Twitter, mi sono fatta anche LinkeIn (nella speranza che il lavoro venga a trovarmi), voglio qualcosa di diverso, mi faccio il blog.
Me lo sono fatto (non siate maliziosi!).


Bene! Siccome il Rompicazzo (alias Marco) mi dice che devo scrivere poco, "che senno la gente non legge che si annoia" (cit. il Rompicazzo di prima), inizio subito la recensione, motivo per cui scrivo due post in un giorno solo.


"Cafè des artistes" di Angela Leucci è una raccolta di racconti, contenente l'omonimo romanzo breve e chiuso in stampa nel dicembre 2011 da Lupo Editore, from Salento whit love.
Raccolta composta da 20 racconti, di cui 2 realizzati a 4 mani con Paolo Merenda, scrittore originario di Parete.
Partiamo dall'analisi della copertina: mi piace il materiale di cui è composta, un bel cartonato rosso con una ottima grafica, accattivante e attinente alle tematiche trattate, purtroppo non adatto alla vita da borsetta, infatti tende a consumarsi facilmente con gli urti. Molto carino anche il quarto inferiore e le bandelle, utili a tenere il segno per la lettura.
prima di copertina di "café des artistes"
Angela si dimostra preparata e matura, non è questa la sua prima pubblicazione (in precedenza ha dato alle stampe "Nani, ballerine e altre suggestioni" edito da Akkuaria, 2009, non ho ancora avuto il piacere di leggere questa raccolta giovanile). Così la sua scrittura è scorrevole e di facile comprensione. Molto belle le ambientazioni, ben rese dalle descrizioni e ottima la caratterizzazione dei personaggi. Le trame dei racconti sono ben pensate e mai banali.
Angela ama i rimandi e le citazioni sia cinematografiche che letterarie, trae spunto dalla vita quotidiana, estrapolando eventi e riplasma con la creta della propria sconfinata fantasia.
Angela è misurata e mai eccessiva nei termini, ma osa con le trame, i pensieri e soprattutto i nomi delle figure e dei personaggi che popolano la raccolta.
Cafè è un ensemble di figure che suona per il lettore, un circo nostalgico in cui è facile scorgere pezzi della propria realtà circostante. In ogni donna l'autrice ci mette un po' di sé stessa, donandosi al pubblico.
Viene facile pensare che questa raccolta sia il preludio per un prossimo romanzo, infondo l'autrice un po' lo svela tramite l'utilizzo degli stessi personaggi in un po' tutti i racconti di questa raccolta.


Da leggere, anche in pillole, non solo perché la scrittrice è una giovane donna salentina, "un po' strana e con gli occhiali" (che fa tanto fashion), ma soprattutto perché fa bene leggerlo.


Poi ve lo consiglio io.





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