benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

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martedì 5 marzo 2013

Apol-calittica


Sede vacante e governo assente.
Il tormentone del periodo. Alcuni gridano alla sciagura, altri piangono in preda all'isteria, i più catastrofisti pensano di fare le valige e scappare, fuggire via.
Per quanto mi riguarda continuo la mia vita tranquilla, in attesa che mi venga la voglia di vivere. Ogni giorno si ripete uguale, e davanti osservando bene le cose la constatazione è sempre la stessa: non è la fine.
Sono giorni che ripeto come un mantra che è difficile la vita, ma non impossibile, così ascoltando i sensazionalismi dei giornalisti, le parole veementi dei politici, le esortazioni dei cardinali, mi rendo conto di come sia tutto uguale. Almeno per me.
Mi alzo sempre tardi e come se non bastasse ho sempre più bisogno di sonno, rabdomante di sogni, ma credo di avere una bacchetta fallata, da un bel pezzo non sogno, talmente tanto da aver dimenticato i sogni ricorrenti.
Vado a letto, guardo un film, dormo, mi sveglio guardo i TG  esco mangio, mi faccio un giro e torno a casa, mangio, vado a letto e da capo.
Mi sveglio, guardo il TG e il papa si è dimesso: scalpore, oscenità! La croce non si abbandona!  E via.
Da capo, mi sveglio, guardo il TG e un certo Berlusconi è indagato, condannato ed implicato in processi con vari gravi capi d’accusa. Nanna.
Un altro TG  si va a votare, sempre in meno ci rechiamo alle urne, e ne usciamo in preda alla vergogna  come se votare fosse un reato, come se stessimo disturbando qualcuno.
Intanto proseguono le giornate, si chiama il conclave, abbiamo un papa emerito, che ci da facili spunti di ludibrio, non abbiamo in capo di stato, anzi, ne abbiamo uno precario.
Ecco, finalmente un premier che rappresenta la mia generazione. Precaria non solo nel portafoglio, quanto nella dignità, non ne abbiamo, non riusciamo a ribellarci, ci hanno tolto i sogni, ci hanno tolto la forza, ma ci hanno dato un letto caldo e comodo a casa di mamma e papà.
Intanto i giorni passano, l’insoddisfazione cresce e il problema più grande è quale spogliarellista soddisferà le pruriginose voglie il prossimo 8 marzo?
Il Papa sarà giallo, nero o bi gusto?
L’arte contemporanea è bella?
Le idee originali esistono ancora?
Posso essere io il nuovo Papa?
Perché è impossibile un governo allo stato attuale delle cose? Non sono mai andate meglio di così. Autodetermination time!

sabato 2 marzo 2013

L'ultima estate Cannibale

L'ultima estate di Joan e altri racconti


Premessa: conosco da poco Marco Goi e da un paio di mesi avevo nel mio netbook la sua raccolta di racconti, finalmente ho finito di leggerla e pubblico oggi la recensione, nel genetliaco del Goi.
L'opera di questo valido e ironico critico cinematografico nonché giornalista, si può acquistare ed avere comodamente a casa in versione cartacea, al prezzo di 7,80 euro, qui, oppure gratis, scaricando la versione elettronica da qui.
Pur non trovandomi sempre in completo accordo con il Cannibale, sarò il più possibile onesta.


Marco Goi, meglio noto come Cannibal Kid, editore Lulu, giugno 2012, 205 pag italiano.



Trama 


con parole cannibalesche, infatti e tratto da qui.

Ma chi o cosa è “L’ultima estate di Joan”?Nel caso vi foste persi i post promozionali precedenti, vi ricordo che è una raccolta composta da 21 racconti di vario genere, dal thriller all’horror, dalla commedia al dramma, arrivando fino alla fantascienza, tutti scritti dal sottoscritto Marco Goi aka Cannibal Kid.L’ultima estate di Joan, la title-story, è il racconto di un gruppo di ragazzini tedeschi che vanno per la prima volta in vacanza senza genitori, al sole della Costa Brava. Ma all’interno della raccolta troverete una moltitudine di altre storie, vite, personaggi: nerd alle prese con cheerleader zombie, un tamarro alle prese con la notte prima degli esami, lavoratori precari, padri che riescono a comunicare con i figli solo in particolari condizioni, un’Apocalisse, un racconto di Natale e uno di Halloween, nani, giganti, un villaggio di freaks, una prostituta minorenne, un tarlo che vive in uno stomaco e la storia vera di… un brufolo.E poi vi sono anche le vicende immaginarie di alcuni personaggi liberamente ispirati a personaggi realmente esistenti: un certo politico imprenditore di nome Silvio, la politica (?) showgirl Mara, la mamma killer Anna Maria, la cantante problematica Amy, la sexy attrice Jessica e persino un Jesus in versione adolescenziale.E… molto altro ancora.Insomma, prendete e leggetene tutti.

Il libro come lo ha letto la Stronza



Una raccolta che si articola come un filo di perle, racconti di varie lunghezze attraversano generi e stili e denotano il gradevole e capace spaziare incontrollato della fantasia dell'autore, non perde mai il filo della narrazione e si legge fin da subito con facilità grazie all'influenza cinematografica di Marco Goi, fin dal primo e forse più riuscito racconto, lo stesso che da il titolo alla raccolta.
Prende il via da L'ultima estate ed Inizia bene, ci si affeziona subito ai personaggi, ben resi con poche chiare parole, quasi si trattasse di una sceneggiatura. Goi lascia spazio all'immaginazione del lettore e mescola l’italiano corretto a forme colloquiali e nuovi linguaggi derivati dalla rete e dalla cinematografia, suo ambiente naturale.

Sono 21 i racconti, tutti vari e validi a loro modo, alcuni sono delle riflessioni a voce alta, dei deliri d'artista come Apocalypso, Faith e Train, ma anche si notano delle influenze black, tipiche dei gangsta movie ed il gusto per la violenza pulp, i teen movie d'avventura, quelli horror spalatter di serie B degli anni '80 e inizi '90. 
Chi legge si troverà davanti a racconti tratti dai diversi generi ed accomunati dallo stile ibrido dello scrittore, che quasi diventa regista, suggerendoci inquadrature ed atmosfere e come un sogno, senza un apparente motivo si passa dall'irriverente e tragico pulp La playa, a La strada, più felliniano e feak, tutto pervaso da note citazioniste e passando per l'originale - nelle trovate - Ho ammazzato la ceerleader, a Squali, una riflessione sull'anima propria dell’autore, arrivando al geniale Teenage Jesus e chiudendo in bellezza con Il paese delle meraviglie, romanzo breve al femminile.
Non è priva di errori di battitura e non piacerà a tutti la raccolta, ma si può soprassedere facilmente ai refusi perché è lavoro dell'anima dolce e amara di Marco, che nasconde con il cinismo di facciata e la durezza dei temi e delle trame, invece sentimenti profondi e uno spirito, infondo, ma molto infondo, sensibile, passibile di ampi margini di miglioramento stilistico, considerando l'età e questa opera prima, seme fruttuoso per un futuro e forse naturale romanzo, atteso dai blogger e dai follower di Goi, tra cui me.
Che successo ti colga Cannibale, perché lo meriti.
Auguri!

Voto

8- /10

sabato 19 gennaio 2013

La cura dell'attesa, il romanzo-nuovo mondo di Maria Pia Romano

la cura dell'attesa

2012, Editore Lupo, Autore Maria Pia Romano, chiuso in stampa nel dicembre 2012 da Lupo Editore, presentato ufficialmente il 17 gennaio 2013
Prima di copertina de La cura dell'attesa

Premessa d'obbligo

Torno alle origini con questa recensione, infatti Maria Pia Romano fu la prima autrice ad essere recensita da me, all'epoca de L'anello inutile, Besa editore, nel 2011.
All'epoca la intervistai per il giornale web per cui scrivo e la potete trovare a questo link http://www.otrantooggi.it/2011/03/10/otranto-e-l%E2%80%99anello-inutile-di-maria-pia-romano/

Dopo averla letta Maria Pia, con fare da sorella maggiore, mi suggerì di seguire di più il mio cuore e l'istinto nel giudicare l'opera e mi chiese se lo avessi letto, risposi ovviamente di no e le chiesi dove lo avrei potuto trovare.
Invece che farmelo trovare in una qualsiasi libreria, me lo inviò e mi chiese di mettere su carta i sentimenti provati nel leggerlo.
Ricordo l'emozione nell'intervistarla e l'attesa dell'arrivo del pacco contenete il romanzo. Quando lo ebbi tra le mani mi scesero le lacrime e mi sentì incoraggiata.
Scrissi allora:
L’anello inutile non è un romanzo: è una poesia, una dedica, una preghiera. Sono i pensieri che potrebbero assalire la mente di qualsiasi viaggiatore, potrebbe essere anche un suo abitante, in questa terra rossa e arsa dal sole. E’ un racconto onirico, fatto ad occhi aperti, parla di una terra, che se vissuta in pieno manda in catalessi. Perché la terra, l'aria e l'acqua del Salento, non sono altro che fuoco in fin dei conti. Tutto si brucia, tutto si consuma, tutto passa, questo dice la Romano, questo pensa... ed è vero. Diario di viaggio, di sensazioni e profumi. Foto le parole di Maria Pia, imprimibili, nella mente di chiunque almeno una volta nella vita, si è abbandonato alla terra del ri-morso. Scritto come solo i pensieri puri possono esserlo, da leggere tutto d'un fiato, magari all'aria aperta, magari alle Orte, o presso Porto Badisco, o in bilico su un costone roccioso, all'ombra della macchia (che ombra non ha), non si può capire, lo si deve fare proprio ...Non è scrittura è arte, una pittura rupestre su carta.Non è pensiero razionale, è vertigine. E’ essere primitivo e sublime.

Per caso e forse per destino, fui poi chiamata a presentare il libro L'anello inutile ad Otranto, presso il Castello Aragonese, per la La Subacquea è Donna, il 2 giugno. La mia prima presentazione.


Informazioni sull'autrice 


Maria Pia Romano è nata a Benevento nel '76, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000.
M.P. Romano ph. di Rocco Sienese
Scrive per alcune testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa e organizzazione di eventi. Autrice di quattro raccolte di poesie, Linfa - LiberArs, 1998 -, L’estraneo - Manni, 2005 -, Il funambolo sull’erba blu - Besa 2008 - La settima stella - Besa 2008 - e i romanzi Onde di Follia - Besa 2006- e L'anello inutile - Besa 2011-.
Suoi componimenti sono presenti nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa.
È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011.
Con L'anello è stata finalista Premio Letterario Nabokov 2011, recensito e vincitore delle Tre penne di Billy il vizio di leggere del Tg1, consigliato dal Sole24Ore è ora disponibile in ristampa con una nuova immagine in copertina, sempre per Besa.



nuova copertina per L'anello inutile


La Trama 

Alba è una docente d'ingegneria in forza presso l'Univerità del Salento, amata dai suoi studenti ed è incinta.
La gravidanza per lei sarà modo di rivivere vecchi ricordi, scoprire qualcosa di sé, trovare il coraggio, tipico delle donne, di affrontare l'incertezza di alcune situazioni, afflitta dalla scelta tra due uomini, come il conflitto della sua mente, divisa tra il trascendente della poesia ed il raziocinio dell'ingegneria.


La mia visione distorta delle cose

Amo la scrittura di Maria Pia Romano. Si legge scorrevolmente, è sentita, in bilico tra prosa e poesia.
La sua penna è femminile e maschile allo stesso tempo, nelle tematiche trattate e nello stile esprime tutto il suo essere donna, scorrevole e liquida, trattando, però, con raziocino maschile il sesso e l'arte.
Questa opera rappresenta la maturità per Maria Pia, un romanzo vero e proprio, si allontana da L'anello inutile, ma solo nella forma, tuttavia lascia spazio a richiami poetici, evoca sé stessa e il suo vissuto.
E' scritto con il cuore e l'istinto tipici di questa anima del Sud, Maria Pia, nata a Benevento e cresciuta nell'entroterra barese, si è rifugiata nel Salento come Alba, bruciante di magica passione ed in cerca di una strada verso un mare, per estinguere l'incendio di dubbi che l'attanagliano.
In questo primo vero romanzo si riconoscono ancora i tratti distintivi dell'autrice, affidati totalmente alla protagonista, caratterizzata da un sapore romantico-ottocentesco, somigliante nei tratti somatici e nell'abbandono all'Ofelia di Millais: il mare, l'amore, la ricerca di libertà e la poesia.
Ho amato profondamente l'Alba bambina, in cui mi sono immedesimata totalmente, ho adorato il modo delicato con cui è raccontata la crescita della protagonista, lieve è il racconto della scoperta della sessualità della piccola Alba.

Maria Pia raggiunge l'apice nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto dei genitori di lei, nel descrivere la vita dei paesini della Murgia, eletti a simbolo delle piccole città e della gente di Puglia, contraddittoria e chiacchierona, calorosa ed accogliente, ma nel contempo pregna di non detto, fragili pregiudizi e chiusura apparente.
Un romanzo che è inno all'amore delle madri, al coraggio delle donne, raccontato da una donna emblema del Sud migliore, quello del turbine di sentimenti e dell'umanità variegata che in esso si cela.
Ci mette tutta sé stessa, in questo romanzo e nella sua protagonista, Maria Pia, sono certa, anche questa volta raggiungerà ottimi risultati.


mercoledì 26 settembre 2012

I segreti degli italiani

Ho scoperto tramite un gruppo di amici il seguente sito internet: http://www.insegreto.it . Ringrazio di cuore le persone che me lo hanno fatto scoprire, poichè la scoperta avviene in un particolare periodo della mia vita, in cui non sono particolarmente gioiosa.
Perché non ne sono venuta a conoscenza prima? Avrei evitato il passaggio dalla depressione adolescenziale.
Tornando a InSegreto alcune persone non hanno capito il funzionamento della piattaforma, usandola per dire le prime minchiate che gli passano per il cervello, altri confessano cose che normalmente non confesserebbero ad anima viva, neanche al medico o allo psicologo, altri parlano di paure e timori comuni e comprensibili e normali dubbi.
Più di qualche storia è assurda al punto di essere vera.
Una manna dal cielo. Soffro di attacchi di ansia e panico e ogni volta che sono molto giù lo uso come ansiolitico, è meglio del Rivotril.
Possibile che preferiamo sbandierare in forma anonima i segreti inconfessabili piuttosto che avere rapporti reali? La verità sta nella paura di relazionarsi? Non ci stiamo a "subire le conseguenze" delle nostre azioni e parole, mentre preferiamo non moderarci, blaterando e inveendo in forma ectoplasmica pensando che questo ci renda immuni. Forse non si tiene a mente la potenzialità di poter essere noi i soggetti del prossimo inconfessabile odio e intolleranza. Se non si ha la capacità di dirle direttamente le cose, probabilmente sono pensieri vacui da tacere.

Mentre scrivo queste parole sono sul gabinetto e qualora non ve lo avesse detto nessuno è l'ufficio che prediligo, ennesima riprova di quanto possa far cagare il mio blog.
Ve lo dico e ci metto la faccia.

Si diventa pazzi quando non si comunica niente a nessuno.
Si è pazzi quando si è incomprensibili.
Pazzo è chi non vuol sentire la follia che ha intorno.

Buona vita



sabato 16 giugno 2012

29 giugno presentazione Cafè des Artistes a Otranto presso Cafè Sud Est



Sarà presentato,dal Club Unesco di Otranto, il 29 giugno 2012 alle 21 presso il Cafè Sud Est a Otranto, il nuovo libro di Angela Leucci, "Cafè des Artistes", edito da Lupo editore.


Intervengono l'autrice Angela Leucci e il coautore di due dei racconti contenuti nel volume Paolo Merenda
Presenta e modera Jenny De Cicco
Letture a cura di Eugenia Toni e Renato Grilli.
Seguirà djset.

Il libro
Una bionda detective argentina, un caffè letterario, lo strano omicidio di un pusher. Sono solo alcuni degli elementi di "Café des Artistes", romanzo breve che apre il ricco scenario ai personaggi racchiusi in questa raccolta. Una galleria di suggestioni, in cui il folle Michele Lamorte scolpisce nella pietra l'immagine della moglie morta e il motto "Beati quelli che non hanno storia", un'insegnante costruisce dentro di sé l'aberrazione per i lunedì, due gemelle uccidono per essere felici e due gemelli si danno all'incesto per liberare il mondo dal male. Come nei Menecmi plautini o nei film di Peter Greenaway, anche le immagini simmetriche nascondono storie inenarrabili, tutte da leggere.

L'autrice
Giornalista e scrittrice Angela Leucci collabora con La Gazzetta del Mezzogiorno, DireDonna, Belpaese, IlVostro.it e dirige OtrantoOggi. Suoi lavori sono comparsi su molte raccolte come "31 piccoli scatti & scritti" (Linea BN) e "La notte delle streghe e dei vampiri (Giovane Holden). La sua prima raccolta di racconti si intitola "Nani, ballerine e altre suggestioni". È membro della Società di Storia Patria per la Puglia.

Info: Jenny De Cicco, mail: deciccojenny@gmail.com

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