benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

martedì 29 maggio 2012

Apologia del fascismo, quando ci stava lui...

Settimana seconda alla corte della stronza, continuo sul filone polemico e critico delle umane azioni socialelettroniche.
Quando ci stava lui...
Vorrei solo rimarcare quanto la gente abbia reazioni banali, ma non per questo adeguate e corrette per la situazione per la quale vengono poste.
C'è il terremoto? Qualche astruso scienziato lo aveva previsto da tempo e presto altri terremoti più forti colpiranno tutto il paese uccidendoci tuttitraatrocisoffrenzemoriremomorti. Lo scienziato chi è? Non si sa, ma è fidato.
Una donna viene uccisa? Si stava meglio quando c'era Benito.
Peccato che in genere chi scrive a quei tempi non era neanche nei lombi dei genitori dei genitori dei genitori.
Vorrei solo ricordare una cosa, l'Italia è una nazione bellissima (colcazzo) e sotto molti aspetti contraddittoria, lascia libertà di pensiero (ancora per poco) ai propri cittadini, ma l'apologia del fascismo è reato e moralmente è peggio se fatta da un uomo di legge che della Legge fa il suo mestiere. Alla fine quello che dico è: ma come cazzo si fa a sapere che con lui (lui è Mussolini), si stava meglio? Neanche mia nonna di 90 anni se lo ricorda!

"L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba, che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche»". 


Da Wikipedia, voce apologia del fascismo


Ecco, praticamente l'immagine sopra mi sembra dica: meglio avere un unico padrone con cui prendersela che riflettere su se stessi, da buon popolo di caproni amiamo il cane di guardia al gregge, ci rende le cose semplici, ci dice dove andare e se cadiamo in trappola è lui lo scemo. Tutto questo non è già successo? Non è risultata una via fallimentare?
Ne dobbiamo appendere un altro per i piedi?
Non sarebbe una cattiva idea averne un altro così, in effetti sarebbe un ottimo diversivo, chiamatemi se avete bisogno di una mano.

domenica 27 maggio 2012

Notizie false che sembrano vere

Il Papa è colui che prende il nome dalla papalina, oggetto con cui viene designato

Papa poi ne vitimu I, aka  Papa ai Tempi Mei IV



Dopo il terremoto in Emilia il Papa cita il Vangelo, "Non cade la casa costvuita sulla voccia. Ho sbagliato commento?"


Papa Cowboy X

Molti hanno gioito alla notizia del "corvo" in Vaticano: "Finalmente usciranno gli scheletri dall'armadio e le tombe vaticane saranno scoperchiate". 
"Noi non abbiamo scheletvi nell'avmadio, al massimo abbiamo le veliquie nelle teche e sarcofagi d'ovo" ha ribattuto il Papa.

Papa Heavy Metal XII

Papa Accusatore/Sospettoso

Papalvolo

sabato 26 maggio 2012

Professione di fede del cinico

Attenzione, non proseguite la lettura di questo testo se siete stupidi, se siete berlusconiani, se militate per squadre calcistiche e dopo la partita esclamate "ABBIAMO VINTO" senza aver mosso il culo dalla poltrona, se siete svogliati e non amate la lettura, perché si prevede un numero di battute superiore ai post precedenti e dei contenuti demenziali e solo menti superiori potranno comprenderli.


Poi non dite che non ve lo avevo detto.


questa sono io quando ho davanti uno "scemo x"
 E' doveroso fare una premessa: avrei voluto parlare di politica in questo post, probabilmente la tratterò per via tangente o solo accennandola. Tutto starà agli occhi dei lettori, capiranno ed intenderanno a loro modo, ma spero di trasmettere qualcosa con le riflessioni a seguire.
Niente mi vieta di farlo, cioè parlare di politica, ma ho ritenuto giusto per una questione di coerenza con gli intenti del blog e per il mio benessere psicologico e fisico, di sfogare un moto dell'anima causatomi dalle azioni della massa.


Innanzi tutto ritengo la massa quell'agglomerato di carne putrefacenda stupido non poco.
Se presi singolarmente gli individui potrebbero valere qualcosa, ma messi in gruppo in un contenitore, sia esso fisico o ideale, diventano cretini, zombie a cui da tempo i vermi hanno mangiato le cervella. Gli esempi sono molteplici e vanno dalle discoteche, ai concerti, ai raduni politici e quelli religiosi, ma anche a luoghi elettronici, si legga social network. Perché? E' subito detto, è più facile non pensare, meno faticoso e soprattutto si evita lo scontro con il ragionamento altrui, risultando eventualmente sconfitti dalle logiche degli altri, si cerca, poi, di non valere meno del prossimo seguendo le regole della competizione che in momenti diversi non si esiterebbe a ritenere risibili.


La cosa più infastidente per me sono i moralismi e lo sfruttamento della sensibilità popolare, maggiore quando si è in gruppo. Faccio prima ad iniziare con il "credo".


Il "credo del cinico"


Credo sia più probabile provare l'esistenza di Dio che la presenza di sinapsi funzionanti nel cranio dei convinti, è più facile contare le stelle in cielo senza l'ausilio matematico che intavolare discorsi interessanti, non a base calcistica, con un tifoso medio, credo ci sia falso buonismo diffuso in cielo e in terra e che faccia più danni di quanti ne abbia fatti Chernobyl alla mia generazione ed a quelle a seguire.

Credo di decidere solo io il mio destino, se non ci si mette in mezzo qualche rompicoglioni a rovinare i piani, solo io posso so cosa ho da fare.
Sono solo un essere umano e come tale sono fallibile, ma credo di più nell'errore altrui. Per mezzo degli altri tutti i piani vengono disillusi.
Credo di non poter salvare il mondo dalla propria stupidità, ma posso certamente migliorare la mia condizione evitando gli altri, se prima non mi conquistano e convertono.
E' più importante avere molti dubbi e poche certezze, così si evita di dire stronzate.
Credo nella non condivisione di link a sfondo pietista con le varie Sarah Scazzi, Melissa Bassi, Chiara Poggi e tutte le vittime di delitti efferati, handicappati e focomelici (loro non si piangono a dosso, lo facciamo noi in sostituzione), cani seviziati, bambini malmenati, attentati, bombe e in quello che termina con "SE NON CONDIVIDI SEI UN MOSTRO", o "CONDIVIDI, PERCHE' MOLTI NON LO FARANNO", o ancora "SCOMMETTO CHE NON CONDIVIDERAI", ogni volta in cui pigiate condividi crocifigete il buonsenso e l'intelligenza, se fossero idee condivisibili andrebbero avanti senza queste insulse formule prementi sulla competizione e l'insipido pensiero di sentirci migliori facendolo, anche se farlo equivale a non farlo sul serio, tanto la gran parte di chi lo fa ha il culo sulla sedia e lo terrà ben saldato (quasi come un parlamentare a Montecitorio) per le ore a seguire, per poi dimenticare il problema e non fare un emerita minchia neanche i giorni dopo.
Si dice la pazienza è infinita, ma la mia no. Si dice la speranza è l'ultima a morire, ma in realtà è ormai decomposta e non ne abbiamo sentito la puzza.
Credo nella stupidità ereditaria e procede dal padre nel figlio e il padre ed il figlio si crogiolano nella propria idiozia, adorata e glorificata per mezzo dei nuovi profeti. 
Credo ci stiano plagiando tutti, mettendoci nelle condizioni di essere schiavi senza lamentele. Credo di essere stata abbandonata in una scialuppa in avaria chiamata Italia e  ripudia i suoi figli sia che decidano di abbandonala, come Schettino, sia se scelgano di rimanere per affondare con essa.
Non credo e aspetto, certamente morirò resistendo, perché è troppo facile cedere al vuoto e con la convinzione di non essere sola in questa resistenza, ma sicuro siamo in pochi.
locandina tratta dalla realtà

E fai bene. Si vede com'è finita nel film con la zattera!

giovedì 24 maggio 2012

L'importante è lo studio e non il risultato degli esami

Lo studio è un tema importante per me, ma non mi riferisco all'acquisizione dei titoli.
Parlo molto di studio con i miei amici (pochi), conoscenti (tanti) e soprattutto parenti, delle volte anche con persone che incontro semel in anno, o semel in vita. Tutti concordi nel criticare il mio percorso di  studi, il modo in cui lo pratico e i miei ritardi. Non dovrei giustificarmi, non sono cazzi loro, le tasse me le sono sempre pagate sola.
Confesso di sentirmi affranta e stanca spesso e mal volentieri sia delle discussioni vuote, sia della scuola in generale, rea di tanti danni nella società.
Demotivata dal sistema, ma soprattutto dal valore dato alla cultura da chi mi circonda: lo studio visto non come mezzo di crescita interiore ed intellettiva, non come strumento per migliorare se stessi e il modo a noi prossimo, ma solo come fine e mezzo lavorativo, ed i titolo acquisiti/acquistati come metro di misura del valore degli interlocutori.
Non importa se al praticante piace o meno il corso di studi, le materie i colleghi, quello che potrebbe fare con le conoscenze acquisite, se realizza progetti soddisfacenti per se stessi. 
L'importante è prendere "un pezzo di carta", come oggi fanno un po' tutti senza avere ottenuto nulla, stringendo acqua, sacchi vuoti senza sostanza e forma. Non riescono ad intavolare discussioni interessanti su nessun piano e sono incompetenti anche nel proprio campo.
Ovviamente ci sono delle eccezioni e alcune le conosco personalmente: per lo più sono a casa a marcire nell'attesa di trovare lavoro idoneo o lo cercano, mentre nostri colleghi meno capaci fanno carriera seguendo abulicamente l'onda.
ma anche nel 2011, 2012 e suppongo varrà lo stesso nel 2013
Vedete, pensavo a note laureate della Bocconi, come l'incantevole Sara Tommasi che mostra lo zoccolo di cammello e Nina Senicar che investe sulle proprie tette, o anche all'inconsapevole Trota o la Rosy "nazionale" Mauro, la lumbard from Salento. Invidia la mia? Forse, ma anche no!
Non metto tutti i laureati e laureandi sullo stesso piano.
Le ragioni per cui ci si laurea possono essere variegate e tutte egualmente dignitose, ma per alcuni non esiste nessun motivo per il quale laurearsi, infatti penso che se si voglia lavorare la laurea non è necessaria. Anzi, la laurea non è quasi mai necessaria, ma è dannosa dannosa nelle mani (e non nelle menti) di chi la possiede senza alcun interesse alle spalle, senza passione e senza scopi.
Sulla "questione laurea" tornerò prossimamente, ancora ho molto da dire, molto di cui sfogarmi, da fuoricorso quale sono ;) .

mercoledì 23 maggio 2012

Epic fail



Se non si tiene bene a mente la data, quanto si tiene a mente il messaggio? Non è che si 

tratta di qualunquismo?

gli anni che non torneranno più

Gli anni non torneranno mai più.
Mi sento travolta da un destino ineluttabile. Il tempo mi perseguita anche in sogno, la notte mi tormenta con incubi e mi catapulta alla realtà mattutina.
Avete presente gli osservatori di Fringe? Coloro che vivono parallelamente al tempo? Mi piacerebbe essere un po' come loro e muovermi nella linea spazio temporale senza alcun problema.

io da piccola, per capire se il tempo passa...

Giusto per capire come va il mondo.
Passare a vedere le rivolte del '68, essere presente allo scoppio del tritolo della strage di Capaci (di cui oggi ricorre l'anniversario, il ventesimo), vedere la testa di Maria Antonietta cadere attirata dalla gravità una volta separata dal collo per causa della ghigliottina.
Tempi che non torneranno più, che scorrono secondo le logiche eraclitiane e di cui ho un'innaturale nostalgia.
In realtà credo di aver paura di sprecare il mio di tempo, anch'esso unico e irripetibile, per questo mi butto in preda alla bulimia della vita.
Ne vale davvero la pena di fare quello che faccio? Il tempo passa... e me ne ricordo anche mentre dormo.
Intanto auguri a me! Ho appena concluso la prima settimana di blog.


martedì 22 maggio 2012

mille mila visualizzazioni

Festeggio le mie prime mille visualizzazioni con un post di ringraziamento.
Grazie a voi, ma soprattutto grazie a me stessa. Se non avessi avuto il coraggio di aprire un blog non avreste mai letto le mie opere.
Pensate che io sia presuntuosa? Non lo avevate capito quando ho iniziato ascrivere in maniera autoreferenziale?
A parte gli scherzi, grazie. Se riuscite e se vi va continuate a seguirmi! Io mi seguirei, se potessi.

Giornalismo senza pudore e notizie impubblicabili?

Oddio! Devo scrivere. Le visite calano e poi, meno scrivo e meno ho voglia di farlo.
Di cosa potrei ciarlare oggi?
Mille idee in testa e non sceglierne neanche una da sviluppare in un post, non potrà portarmi da nessuna parte.
Potrei sparare a zero su qualcuno e/o qualcosa? Si io posso! E lo faccio! Il blog è mio e me lo gestisco io!
Ho deciso, oggi parlerò, ancora, delle notizie correlate a l'attentato di Brindisi.

Ecco una delle più fresche.
http://www.futuratv.it/cronaca/6664-boss-scu-dichiarazioni-shock-sullattentato-a-brindisi.html

Non dovrei commentarla, ma ho un conato da ribrezzo profuso che mi assale e devo vomitare l'opinione che ho dentro.

Qual è la fonte di questo articolo? Un giornalista dovrebbe attenersi a fatti certi, qual è il fatto? Se non c'è attendibilità non è una notizia e allora non si pubblica!
Come potrebbe un presunto boss della Scu avvicinare impunemente il capo scorta di un pm? E' normale? Se fosse vero sarebbe questa la notizia, o no?!
Personalmente, spero non si offenda nessuno - ma sarà inevitabile -, mi sembra sciacallaggio, un cavalcare l'onda dell'emotività e del qualunquismo diffuso in momenti di dolore e passione (intesa come sofferenza di tutti).
Dov'è il rispetto per le vittime di mafia e per la giovane Melissa? Dov'è la condanna di qualsiasi forma di organizzazione mafiosa?
Ma è apologia della Sacra Corona? Ora sarà la Scu il baluardo della legalità pugliese?
Che facciamo, erigiamo a eroi e protettori chi ci ha soggiogati, terrorizzati e talvolta ammazzati?


Ma soprattutto cosa c'entra il culo con le quarantore?
Questo è quello che vi dico.

domenica 20 maggio 2012

Tempi tristi, memorie violate e dignità dimenticate

Tempi tristi. Tanto da intristire chi, come me, generalmente non s'interessa molto alle informazioni date dai tg tradizionali.
Il terremoto ieri e la morte della giovane Melissa a Brindisi per mano di uno scellerato proprio nel periodo che intercorre tra l'anniversario del massacro di Giuseppe/Peppino Impastato e quello della strage di Capaci, non sono cose da poco e sono quasi sicura siano solo coincidenze, ma fanno male comunque e a chiunque abbia un minimo di senso civico e di umanità.
Fanno male per tanti motivi.In Italia nel 2012 non si riescono a prevenire, magari con regolamenti ferrei e adeguata preparazione del personale preposto e dei singoli cittadini, le disgrazie naturali ne i gesti folli di isolati idioti, in entrambi i casi non si può attendere l'intervento di un deus ex machina, o di un veggente per comunicarci il da fare in questi casi.
I miei genitori mi ripetono ultimamente come la situazione attuale gli ricordi la loro giovinezza tra stragi di mafia, attentati, politici corrotti che non riescono a porre rimedio alle impellenze dei cittadini.
I periodi di cui parlano non sono lontani cronologicamente da oggi, ma sembrano riproporsi con irruenza.
E' solo un  caso la morte di Melissa Bassi, 16enne, in questo periodo per mezzo di un ordigno?
E' mia opinione che sia un caso la sua morte, lei originaria di Mesagne, una delle città da cui prese inizio l'ultima organizzazione criminale italiana nata, la già morente Sacra Corona Unita.
Perché se la Puglia può avere dei veri meriti, non sono solo le bellezze naturali, o i beni culturali, ma la volontà dei pugliesi, geneticamente oppositori della mafia "delle orecchiette".
E ci sono tante cose sopportabili per una pugliese-salentina come me, lenta e paziente, ma non sono i moralismi e gli allarmismi trasformatisi in manifestazioni al limite della psicosi.
Insomma, si è cercato di dare un senso ad una morte che non ne ha alcuno, chiamando in causa la SCU.
Probabilmente, come dicevo sopra, è solo una coincidenza, nulla è da escludere considerando le indagini ancora aperte.
Strane coincidenze hanno fuorviato le ipotesi di molti, altri hanno invece risposto che la mafia non uccide i deboli indifesi, perché ha un rigido codice d'onore. E questo il codice d'onore?

http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Giuseppe_Di_Matteo

http://archiviostorico.corriere.it/1994/luglio/16/mafia_uccide_donne_del_pentito_co_8_9407162080.shtml

http://www.repubblica.it/cronaca/2009/12/09/news/i_segreti_di_spatuzza_cosi_uccide_la_mafia-1820246/

Detto questo, ribadisco come sia mia opinione escludere la SCU, solo per una ragione: questo tipo di organizzazioni criminali non sparano a caso nel mucchio e Melissa era, purtroppo, una del mucchio, non un obiettivo preciso.
Subito si sono sprecati i paragoni con Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le vittime delle stragi di mafia.
Una delle iniziative correlate al paragone è questa dell'immagine subito sotto.


La cosa mi ha dato fastidio in maniera istintiva. Mi è sembrato l'ennesimo atto moralista per far sgorgare lacrimucce facili, senza far riflettere.
Troppo facile cercare l'approvazione e il plauso sulla sofferenza altrui.
Non è giusto, la forza e la portata dell'uccisione di Falcone e Borsellino non sono accostabili a quella di Melissa.
Lo strazio e la dignità davanti alla negazione del diritto di vivere sono le stesse, entrambe sono certamente un fallimento dello Stato.
Smettetela, però, con i sensazionalismi "alla Studio Aperto", non offendete le memorie, non offendete i parenti delle vittime chiunque esse siano.

















Ho nostalgia del deserto

Domenica è sempre domenica, recita il titolo del film di Camillo Mastrocinque del '58, a meno che non sia lunedì.
Molto dipende dalle sensazioni, dagli umori e dal lavoro svolto. Per alcuni, come me, domenica è un giorno come un altro, con alcune piccole differenze: in TV la programmazione è scarsa, perlomeno lo è dalla mattina fino al pomeriggio verso le 16, ma è diverso per chi sia in possesso del decoder digitale terrestre o, meglio ancora, del satellitare.
La mattina solo insulse programmazioni all'insegna di cibo propinato da pingui uomini goffi e lavori artistico-manuali presentati da nerd pugliesi, impacciati solo nell'aspetto.
Poi all'improvviso l'illuminazione: Donnavventura su Rete4. Vederlo mi ha fatto tornare bambina sognavo di diventare famosa come giornalista o archeologa, bella, ricca e poi partecipare al programma.


All'epoca, parlo della seconda metà degli anni novanta, il programma era sponsorizzato da note case cosmetiche come Bilboa e vantava tra le partecipati donne cazzutissime, esperte in varie branche della sopravvivenza e conoscenza.
Oggi il programma sembra l'ombra di se stesso, di avventuroso rimane poco e queste signorine sono tutto meno che donne e di certo non sono esperte di sopravvivenza. Bellezze adolescenziali mettono in mostra i propri culi, ammiccano alla telecamera e fanno le marchette agli sponsor della trasmissione.
Gli sceneggiatori hanno faticato poco a realizzare il programma, le hanno prese direttamente da un concorso di bellezza e buttate su un 4x4, con costumini striminziti e pelli abronzatissime, passano di resort in resort.
Impugnano costosissime reflex e fanno le civette in pantaloncini chiedendo a donne velate di Agraba quale sia la condizione femminile nei paesi mussulmani, salvo poi interrompere la risposta per mettere in mostra l'ampio sorriso tra una boccata di narghilè e l'altra lanciando languide occhiate nell'obiettivo della telecamera.
Si orientano con il navigatore ed ho detto tutto!
Insomma, la morale è che per la bonazza la vacanza è gratuita ed anche i costosi capi di Alviero Martini, forse l'unica carta geografica presente in Donnavventura.
Faccio ancora in tempo a partecipare al casting?






venerdì 18 maggio 2012

poesia su "le gazze ladre"


Le gazze ladre 

sono quegli animali che
si vestono in frac
per mangiare carogne.


Ne conosco alcune e non sono volatili.


Ecco la mia prima poesiola tutta per voi. Non vi piace? Non mi interessa, mo ve la tenete!

cinico è chi il cinico fa

Di seguito riporto la definizione della Treccani online dell'aggettivo cinico.


"cìnico agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. cynĭcus, gr. κυνικός, der. di κύων κυνός «cane»; propr. «canino, simile al cane, che imita il cane», per il dispregio che i cinici professavano per le istituzioni sociali e per le convenienze, con riferimento a Diogene di Sinope, lo scolaro di Antistene che per primo ebbe tale soprannome (o forse detto così perché insegnava nel ginnasio di Cinosarge)] (pl. m. -ci). – 
1. 
a. s. m. Seguace del movimento filosofico dei cinici (o filosofi cinici), iniziato ad Atene da Antistene nel 4° sec. a. C. e protrattosi fino al 4°-5° sec. d. C., che predicava l’esclusione di ogni desiderio che comprometta l’autonomia dello spirito, il rifiuto di tutto quanto possa comportare aumento di bisogni, e cioè di ogni cultura e civiltà, la negazione della religione tradizionale, delle istituzioni sociali e delle consuetudini vigenti, e quindi l’ostentazione di costumi naturali e animaleschi". 


Forse è per questo che ancora non ho deciso un tema preciso su cui incentrare le pubblicazioni del Blog?
La verità è che non mi interessa saperlo al momento.
Intanto pubblico, che vi piaccia o no. Non sono io a costringervi alla lettura dei miei deliri sgrammaticati!

foto tratta liberamente dalla rete, ph.by sconosciuto (ma solo per ora)

Nel frattempo beccatevi 'sta foto, l'ho trovata on line. Appena mi ci sono imbattuta l'ho sentita come estremamente poetica. Sicuramente mi appartiene un po'. Pare che la scritta sia opera di un ex internato di una casa di cura di Sassari.
Mentre la osservate fate 5 minuti di riflessione in silenzio sul perché della vita, sul motivo per il quale tutto sia così banale e sciatto e poi, invece, basti così poco a smuovere qualcosa dentro ognuno di noi ed intorpidire nuovamente le acque dell'anima nostra.


Lo so che mi odiate, ma cinicamente vi amo lo stesso...

giovedì 17 maggio 2012

Mostra "I miei porci comodi", del Dicillo non butterei via nulla

La seguente recensione è tratta dal giornale web OtrantoOggi.it, testata per cui scrivo.
Anche se la mostra è ormai chiusa, è finita il 16 maggio con una sera oltre la programmazione per il successo di pubblico, merita di essere pubblicata anche in questa sede.
Cinica si, ma sono anche una tipa positiva e propositiva, quindi se viene allestita una mostra di Dicillo nel vostro paese o nei pressi, vi propongo di andare a vederla.
"Porco mondo" Ph. Jenny De Cicco

"Una mostra vi seppellirà.
Veritiera, irriverente e comica, questi i tre aggettivi per descrivere la mostra d’arte di Carlo Di Cillo presso la galleria Capece, dal 9 al 15 maggio 2012 “I miei porci comodi”.
I porci comodi Dicillo se li fa davvero: mettendosi comodo sul divano osserva il mondo nuovo della società e dei modi italici di dire e di fare, e con occhio attento osserva per riportare su supporti vari e a tinte pop e kitsch, come il rosa shocking, i suoi porci.
Del maiale non si butta via niente, neanche i modi di dire che rielaborati in concetti grafici da Carlo, vengono ricontestualizzati e assumono nuovi significati grazie all’arma del pennello.
Satira e irriverenza come tramite nell’utilizzare l’animale cibo dei poveri e così darlo in pasto alla società moderna informata di tutto.
Presenti oltre i modi di dire “Porco boia” e “Porca zozza”, anche personaggi che potrebbero essere presi da una satira romana, come il riferimento alla “Camera dei Deputati”, per Carlo è la “Camera dei Depurati” e non poteva mancare il “Bunga Bunga Italiano”.
Carlo spiega, ma non essendo didascalico, affascina l’avventore-osservatore, che in questo modo sarà catturato dal simpatico mondo di questi particolari maialetti, in cui potrebbe ritrovare un po’ di sé stesso e della vita che lo circonda, facendo ridere, sorridere e poi riflettere.
Perché i maiali di Carlo Dicillo si stanno preparando a portare una rivoluzione nel mondo umano, nella fattoria di George Orwell: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri», proprio come quelli di Carlo Dicillo."

mercoledì 16 maggio 2012

Primo post dopo il primo post, ovvero come recensire arbitrariamente la raccolta di racconti opera di una mia amica

Prima di scrivere il "primo post" - in cui non mi sono neanche presentata -, avrei dovuto scrivere quanto segue.
Il blog l'ho creato per ispirazione dalla gente attorno a me: quasi tutti hanno il proprio blog ed io volevo il mio. La verità è m'ispiro un po' alla mia amica Angela Leucci, la vedo come un modello, anzi modella.
Di seguito riporto (anche se non vi interessa) il ragionamento alla base della creazione di "Un, due, tre stronza":
basta Facebook, basta Twitter, mi sono fatta anche LinkeIn (nella speranza che il lavoro venga a trovarmi), voglio qualcosa di diverso, mi faccio il blog.
Me lo sono fatto (non siate maliziosi!).


Bene! Siccome il Rompicazzo (alias Marco) mi dice che devo scrivere poco, "che senno la gente non legge che si annoia" (cit. il Rompicazzo di prima), inizio subito la recensione, motivo per cui scrivo due post in un giorno solo.


"Cafè des artistes" di Angela Leucci è una raccolta di racconti, contenente l'omonimo romanzo breve e chiuso in stampa nel dicembre 2011 da Lupo Editore, from Salento whit love.
Raccolta composta da 20 racconti, di cui 2 realizzati a 4 mani con Paolo Merenda, scrittore originario di Parete.
Partiamo dall'analisi della copertina: mi piace il materiale di cui è composta, un bel cartonato rosso con una ottima grafica, accattivante e attinente alle tematiche trattate, purtroppo non adatto alla vita da borsetta, infatti tende a consumarsi facilmente con gli urti. Molto carino anche il quarto inferiore e le bandelle, utili a tenere il segno per la lettura.
prima di copertina di "café des artistes"
Angela si dimostra preparata e matura, non è questa la sua prima pubblicazione (in precedenza ha dato alle stampe "Nani, ballerine e altre suggestioni" edito da Akkuaria, 2009, non ho ancora avuto il piacere di leggere questa raccolta giovanile). Così la sua scrittura è scorrevole e di facile comprensione. Molto belle le ambientazioni, ben rese dalle descrizioni e ottima la caratterizzazione dei personaggi. Le trame dei racconti sono ben pensate e mai banali.
Angela ama i rimandi e le citazioni sia cinematografiche che letterarie, trae spunto dalla vita quotidiana, estrapolando eventi e riplasma con la creta della propria sconfinata fantasia.
Angela è misurata e mai eccessiva nei termini, ma osa con le trame, i pensieri e soprattutto i nomi delle figure e dei personaggi che popolano la raccolta.
Cafè è un ensemble di figure che suona per il lettore, un circo nostalgico in cui è facile scorgere pezzi della propria realtà circostante. In ogni donna l'autrice ci mette un po' di sé stessa, donandosi al pubblico.
Viene facile pensare che questa raccolta sia il preludio per un prossimo romanzo, infondo l'autrice un po' lo svela tramite l'utilizzo degli stessi personaggi in un po' tutti i racconti di questa raccolta.


Da leggere, anche in pillole, non solo perché la scrittrice è una giovane donna salentina, "un po' strana e con gli occhiali" (che fa tanto fashion), ma soprattutto perché fa bene leggerlo.


Poi ve lo consiglio io.





di cosa tratterà il mio primo obbroblog

Bene, eccomi qua a riempire questa pagina bianca: il mio primo, spero di tanti, post sul mio unico blog.
Alla notizia dell'intenzione di creare questo spazio, la prima domanda rivoltami dai miei amici e  soprattutto da Marco il rompicazzo (sarebbe il mio fidanzato), è stata "di cosa parlerai nei post?".
La risposta alla questione è stata prontissima, ovviamente!
(Questa tizia venuta dal passato sono io )
Invece non è affatto vero. Sono confusa, ma non spaventata, perché sono certa di trovare presto risposta alla domanda postami, d'altronde so cosa terrà insieme argomenti diversi, il mio cinismo.
Sono sempre stata cinica, forse è per questo che molti conoscenti mi definiscono stronza. Effettivamente non esulo dal giudicare qualsiasi cosa mi si pari innanzi, colpa del super io ipercinico che mi ritrovo in dotazione gratuita fin dalla nascita.
Infatti salto da giudizi sul cagnolino da borsetta nevrastenico e demodè con fiocco, a serie TV eccelse da non perdere, alle ultime uscite cinematografiche da evitare.
Come ho detto poco fa chiacchierando virtualmente con un mio nuovo amico, lo scrittore Gianluca Conte, il blog che state leggendo (almeno spero), lo vedo come  "una finestra da cui affacciarmi e giudicare indiscriminatamente il mondo" (cit. me stessa).
Alla fine il mondo fa lo stesso con me. O no? 
Per ora sono una Blogger.

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